“Salvatore, non capisco cosa mi stia succedendo. Durante le vacanze stavo benissimo, mangiavo di tutto senza problemi. Sono tornata a casa da una settimana e il mio stomaco è impazzito.” Questo è il messaggio che Paola, 44 anni, mi ha inviato il 5 settembre scorso, e in queste poche righe c’è racchiuso uno dei fenomeni più comuni che osservo ogni anno nel mio lavoro come Energy Trainer e operatore in alimentazione olistica.
Settembre è il mese delle ricadute digestive. Dopo un’estate di relativo benessere, migliaia di persone si trovano improvvisamente alle prese con il ritorno di reflusso, gonfiore, digestione lenta e tutti quei disturbi che pensavano di aver lasciato alle spalle. Ma perché succede questo? E soprattutto, come possiamo prepararci per attraversare questa transizione senza traumi?
Il Corpo che Ricorda: La Memoria Cellulare del Cambiamento
Per comprendere il fenomeno del “settembre digestivo”, dobbiamo prima capire che il nostro sistema gastrointestinale è molto più di un semplice apparato meccanico che processa il cibo. È un sistema intelligente, dotato di una propria rete nervosa così complessa che viene spesso definito “secondo cervello”. Questo sistema è incredibilmente sensibile ai cambiamenti ambientali, emotivi e energetici.
Durante l’estate, il nostro corpo si adatta a ritmi diversi: orari più flessibili, temperature elevate, alimentazione più leggera, maggiore esposizione alla luce solare. Questo adattamento non è solo superficiale, ma coinvolge profonde modificazioni nel nostro metabolismo, nella produzione di enzimi digestivi, nella regolazione del sistema nervoso autonomo.
Paola, la cliente di cui vi parlavo, aveva vissuto un’estate particolarmente serena. Tre settimane in Sicilia dai suoi genitori, ritmi lenti, pranzi all’ombra del pergolato, passeggiate serali lungo il mare. “Era come se il mio stomaco avesse finalmente trovato pace,” mi raccontava. “Mangiavo i pomodori di mio padre, bevevo il vino della cantina, persino i gelati non mi davano fastidio.”
Ma il rientro a Roma, il ritorno agli orari d’ufficio, il traffico, le scadenze lavorative, hanno riacceso in pochi giorni tutti i suoi disturbi digestivi. Non era solo una questione di stress psicologico, ma una vera e propria destabilizzazione del suo equilibrio energetico e fisico.
La Danza dei Dosha: Come l’Ayurveda Spiega la Transizione
Nella tradizione ayurvedica, che ho avuto la fortuna di approfondire durante i miei studi, ogni stagione è dominata da energie specifiche chiamate dosha. L’estate è il regno di Pitta, l’energia del fuoco e della trasformazione, mentre l’autunno porta con sé l’influenza crescente di Vata, l’energia del movimento e del cambiamento.
Questa transizione da Pitta a Vata crea quello che potremmo definire un “conflitto energetico” nel nostro sistema digestivo. Durante l’estate, Pitta forte ci permette di digerire cibi più vari e di tollerare eccessi che normalmente ci creerebbero problemi. Ma quando Vata inizia a prevalere, porta con sé irregolarità, sensibilità e quella tendenza all’iperattivazione del sistema nervoso che si traduce spesso in disturbi digestivi.
I Segnali del Corpo: Riconoscere la Transizione in Corso
Nel mio lavoro di accompagnamento, ho imparato a riconoscere i segnali tipici di questa fase di transizione. Non sono solo i classici sintomi digestivi, ma una costellazione di messaggi che il corpo ci invia:
La qualità del sonno cambia: molte persone a settembre iniziano a svegliarsi tra le 3 e le 5 del mattino, proprio nelle ore in cui l’energia Vata è più attiva. Questo risveglio precoce spesso è accompagnato da una sensazione di agitazione mentale e, paradossalmente, da una maggiore acidità gastrica.
L’appetito diventa irregolare: dopo mesi di pasti regolari e appetito costante, improvvisamente si alternano giorni di fame eccessiva a giorni di totale inappetenza. Il corpo fatica a trovare un nuovo ritmo.
La digestione rallenta: cibi che durante l’estate venivano processati senza problemi, ora rimangono sullo stomaco per ore. È come se il fuoco digestivo, potente durante i mesi caldi, improvvisamente si affievolisse.
Aumenta la sensibilità emotiva: spesso i miei clienti mi riferiscono di sentirsi più vulnerabili, più reattivi alle situazioni stressanti. Questo stato emotivo si riflette immediatamente sulla funzionalità gastrica.
Il Caso di Paola: Un Rientro Consapevole
Quando Paola mi ha contattato, era già nel pieno di questa crisi di transizione. Reflusso notturno, gonfiore post-prandiale, quella sensazione di “nodo allo stomaco” che conosceva bene dai mesi invernali. La tentazione era quella di riprendere immediatamente i gastroprotettori che aveva sospeso in estate, ma insieme abbiamo scelto un approccio diverso.
Il primo passo è stato aiutarla a riconoscere che quello che stava vivendo non era un fallimento, ma un processo naturale. “Il tuo corpo,” le ho spiegato, “sta semplicemente cercando di adattarsi a un nuovo equilibrio. Dobbiamo accompagnarlo in questa transizione, non contrastarlo.”
Abbiamo iniziato lavorando sui ritmi. Durante l’estate, Paola cenava alle 21.30, dopo lunghe passeggiate serali. Tornata a Roma, riprendendo gli orari d’ufficio, aveva spostato la cena alle 19.00, pensando di fare bene per la digestione. In realtà, stava creando confusione ai suoi ritmi circadiani.
Le ho suggerito di mantenere per almeno due settimane gli orari estivi, anche se questo significava cenare più tardi. Il corpo ha bisogno di tempo per adattarsi gradualmente ai nuovi ritmi, non di cambiamenti bruschi.
La Strategia dei Tre Pilastri per la Transizione
Nel corso degli anni, ho sviluppato quello che chiamo “la strategia dei tre pilastri” per accompagnare le persone attraverso la transizione settembrile:
Primo Pilastro: Gradualità Il corpo detesta i cambiamenti improvvisi. Se durante l’estate hai cenato alle 21, non passare di colpo alle 19. Anticipa l’orario di 15 minuti ogni tre giorni. Se hai mangiato frutta a colazione per tre mesi, non tornare improvvisamente ai biscotti e caffè. Introduci gradualmente alimenti più consistenti.
Paola, seguendo questo principio, ha iniziato ad aggiungere alla sua colazione estiva (frutta e yogurt) una piccola porzione di cereali integrali ogni tre giorni, fino a trovare il nuovo equilibrio per la stagione fredda.
Secondo Pilastro: Radicamento Quando Vata aumenta, portando irregolarità e agitazione, abbiamo bisogno di attività e alimenti che ci radicano, che stabilizzano la nostra energia. Questo significa privilegiare cibi caldi e cotti rispetto a quelli crudi, preferire routine regolari rispetto all’improvvisazione.
Ho consigliato a Paola di iniziare ogni giornata con una colazione calda: una crema di avena con cannella e miele, o una tisana calda da sorseggiare lentamente prima di uscire di casa. “È incredibile,” mi ha raccontato dopo una settimana, “già solo questo piccolo rituale mi fa sentire più centrata.”
Terzo Pilastro: Ascolto La transizione stagionale è un momento in cui il corpo ci parla con più intensità. Invece di sopprimere i segnali con farmaci o ignorarli, dobbiamo imparare ad ascoltarli e interpretarli.
Paola ha iniziato a tenere un diario digestivo, non per controllare ossessivamente ogni sintomo, ma per riconoscere i pattern. Ha scoperto che il suo reflusso peggiorava significativamente nei giorni in cui saltava la pausa pranzo, non tanto per quello che mangiava, ma per come lo mangiava: in piedi, velocemente, mentre leggeva le email.
Gli Alleati Naturali della Transizione
Durante questa fase delicata, alcuni alleati naturali possono supportare il sistema digestivo senza interferire con i suoi meccanismi di adattamento:
Le tisane digestive serali diventano particolarmente importanti. Non come medicina, ma come rituale di transizione tra il giorno e la notte. Camomilla, melissa e finocchio aiutano il sistema nervoso a rallentare e preparano il corpo al riposo.
Gli oli essenziali possono essere potenti supporti: qualche goccia di lavanda sul cuscino favorisce un sonno più profondo, mentre l’olio di menta piperita, massaggiato delicatamente sull’addome, può alleviare la tensione gastrica.
Il movimento dolce, come lo yoga o le passeggiate lente, aiuta il corpo a elaborare sia il cibo che le emozioni, favorendo una digestione più fluida.
La Trasformazione di Paola: Quando il Corpo Ritrova l’Armonia
A fine settembre, Paola mi ha inviato un messaggio molto diverso da quello di inizio mese: “Salvatore, credo di aver capito. Il mio corpo non era malato, stava solo cercando di dirmi che aveva bisogno di tempo per adattarsi. Ora i sintomi sono spariti, ma soprattutto ho imparato ad ascoltare i segnali prima che diventino disturbi.”
La sua trasformazione non è stata solo fisica, ma profondamente consapevole. Ha imparato che ogni transizione stagionale è un’opportunità per rafforzare la connessione con il proprio corpo, per affinare la capacità di ascolto interiore.
Settembre Come Opportunità di Crescita
Quello che trovo più bello del “fenomeno settembre” è che, se affrontato con consapevolezza, può diventare un’opportunità di crescita personale straordinaria. Invece di subire passivamente il ritorno dei sintomi, possiamo utilizzare questa fase per:
Sviluppare maggiore sensibilità ai segnali del corpo Imparare a gestire le transizioni con gradualità e rispetto Rafforzare la fiducia nelle nostre capacità di autoregolazione Creare nuove routine che sostengano il benessere a lungo termine
Il Messaggio del Corpo: Una Saggezza da Onorare
Ogni volta che i problemi digestivi si ripresentano a settembre, il corpo non sta mandando un segnale di debolezza o malattia, ma un messaggio di saggezza: “Ho bisogno di tempo e attenzione per adattarmi a questo cambiamento.”
Quando impariamo ad onorare questo messaggio, invece di contrastarlo, scopriamo che il nostro sistema digestivo ha una capacità di adattamento e resilienza molto maggiore di quanto immaginiamo.
La storia di Paola, come quella di tante altre persone che ho accompagnato, dimostra che è possibile attraversare la transizione settembrile non solo senza traumi, ma utilizzandola come un’opportunità per sviluppare una relazione più profonda e consapevole con il proprio corpo.
Se anche tu stai vivendo il “settembre digestivo”, ricorda che non sei solo e che quello che stai sperimentando è naturale. Il tuo corpo sta semplicemente chiedendo pazienza, ascolto e accompagnamento gentile verso il nuovo equilibrio stagionale.
Hai notato anche tu questo peggioramento a settembre? Condividi nei commenti la tua esperienza: ogni storia può aiutare qualcun altro a sentirsi meno solo in questo percorso.
